Ambiti e Contenuto
Buste: 23
Fascicoli: 227
Estremi cronologici: 1943 2009
Ciro Nigris “Marco” (Ampezzo, 14 maggio 1921 – Udine, 29 marzo 2009) antifascista, partigiano, presidente dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione per venticinque anni a partire dal 1975. Nato e cresciuto ad Ampezzo, ottenne nel 1940 la maturità classica al Liceo Stellini di Udine per poi iscriversi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova. Durante gli anni dei suoi studi lavorò come maestro a Mediis di Ampezzo e poi a Sauris fino al 1942, anno in cui fu chiamato alle armi come allievo ufficiale degli Alpini di Aosta per poi essere inviato come sottotenente dell’8° Reggimento sul fronte russo nel gennaio del 1943. Ferito in combattimento, venne rimpatriato per poi, dopo un periodo contumaciale a San Candido, riunirsi a Udine ai pochi superstiti della Julia.
Rientrato ad Ampezzo dopo l’8 settembre e presi i contatti con alcuni antifascisti operanti in zona, maturò la decisione di entrare nelle formazioni partigiane che si stavano costituendo in zona. Assunto come nome di battaglia “Marco”, Ciro Nigris diventò Comandante del battaglione Garibaldi Carnia e, successivamente, Capo di Stato Maggiore della Brigata “Carnia” e della Divisione “Augusto Nassivera”, ruoli con cui divenne uno dei protagonisti dell’esperienza democratica della Libera Repubblica Partigiana della Carnia e dell’Alto Friuli.
Conclusa la guerra, mentre progettava con l’associazione Tinisa di Ampezzo nuove forme di organizzazione economica della vita della comunità, concluse gli studi a Padova per iniziare subito la sua attività di insegnante di lettere, prima a Tolmezzo e poi all’Istituto Tecnico Zanon di Udine. L’esperienza giovanile della Resistenza, frutto di una scelta politica e morale, pose le basi dell’impegno civile e culturale che caratterizzarono la vita di Ciro Nigris nei decenni successivi, facendolo diventare a pieno titolo uno dei protagonisti della vita culturale udinese e friulana del secondo dopoguerra. Tra le passioni che lo animarono, va sicuramente ricordata la promozione del teatro: nel 1960 fu infatti fra i fondatori (e presidente) del Teatro Club (realtà che a sua volta diede impulso alla nascita del teatro udinese e friulano) e fu tra promotori della realizzazione prima del Teatro delle Mostre e del Teatro nuovo Giovanni da Udine. Fu anche uno degli ideatori del Palio teatrale studentesco.
Il suo Archivio, conservato presso l’Istituto di cui fu presidente per venticinque anni, testimonia il suo impegno per lo studio della storia contemporanea friulana e regionale e il suo continuo lavoro di ricerca per la valorizzazione del territorio. Un lavoro assiduo che l’ha visto impegnato nei decenni del dopoguerra e mirato a promuovere l’eredità della Resistenza sia in veste di ricercatore storico sia nel suo ruolo istituzionale di presidente dell’IFSLM. L’Archivio è stato consegnato da Ciro Nigris stesso, assieme alla sua biblioteca personale, all’Istituto: esso contiene documentazione di carattere pubblico e privato, conserva «i suoi scritti, la ricostruzione puntuale e precisa di eventi di cui fu testimone o protagonista» e «dimostra il suo essere preciso, puntiglioso».
In sede di riordino sono stati mantenuti, ove compatibili con la corretta conservazione, i contenitori e le camicie originali, utili (grazie alle note apposte da Ciro Nigris stesso) alla ricostruzione dell’ordinamento pianificato dal soggetto produttore e all’indagine sul suo metodo di lavoro e di ricerca.
Le carte sono state suddivise in sei serie (Carte personali, Studi e ricerche, Istituto, Museo del Risorgimento e della Resistenza, Commissione toponomastica, Museo Paleozoico) articolate in sottoserie, che corrispondono alle indicazioni tematiche assegnate da Ciro Nigris nella creazione del suo archivio e che consentono di ripercorrere il suo costante impegno nel tramandare la memoria e i valori della Resistenza e nel promuovere valori universali come la democrazia, la libertà, il confronto e l’impegno civile.